To be or not to be...

Essere o non essere, sparare o non sparare...
questo è il dilemma...

È meglio sopportare le fiondate e le frecciate d'una vita ingiusta o affrontare il mare di sciagure e ribellandosi farle cessare, terminarle, finirle?

Sparare, spararsi, dormire, sognare...
it's enough, basta, basta così!

E con il sonno porre fine ai dolori del cuore e alle miserie della carne?
Questa è la conclusione che dovremmo augurarci?
Morire o dormire, e poi sognare?

Già, ma dormendo quali sogni faremo se ci allontaniamo dal mondo?
Sogneremo donne violate, bambini sfruttati, lavoratori umiliati, foreste annientate, mari plastificati...
Dobbiamo pensarci...
Vivremo a lungo in una tale miseria...

Preferiamo sopportare gli inganni della pubblicità, le angherie di tempi di vita innaturali, l'arroganza dei pubblici poteri, gli azionisti bancari senza scrupoli, le social volgarità, i controlli ininterrotti, le ore di coda in macchina, le inutili riunioni di lavoro, il linguaggio discriminante, le donne che si prostituiscono...
gli oltraggi fatti dagli immeritevoli al merito paziente...
oppure vogliamo d'un solo colpo opporci a tutto ciò?

E perché trascinarci questi fardelli...
gemere, sudare sotto il peso di un'esistenza grama,
se non per il timore, la paura di un potere occulto, un potere nascosto?

Tutto ciò blocca la volontà,
ci fa sopportare i mali che già abbiamo,
e ci impedisce di affrontare il futuro.

È così, è così che la nostra coscienza ci fa vili;
è così che si scolorano al pallido riflesso del pensiero i nativi colori del coraggio...

È così.

Imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso e dell'azione perdono anche il nome.



Giugno in festa per
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